Lettera per Lourdes

Lettera per Lourdes

LETTERA PER LOURDES.

Buonasera a tutti.
Sono Angelo Gabriele Aiello, ho 40 anni, sono sposato e ho 5 figli.

Vivo su una sedia a rotelle a causa di un incidente sul lavoro avvenuto otto anni fa… in quel momento la mia esistenza è cambiata radicalmente. Ci sono stati numerosi momenti bui, nei quali non riuscivo a vedere intorno a me niente di positivo, ma poi mi sono reso conto di essere fortunato perché mi era stata offerta una seconda possibilità; ho capito infatti che la vita è bella anche se la guardi stando seduto… le tue gambe in fondo hanno solo un’altra posizione, ma gli occhi, la luce che filtra… quelli restano sempre uguali.

La cosa più straordinaria che mi potesse capitare è stato il viaggio a Lourdes dello scorso anno; è successo tutto per caso, visto che ho saputo che sarei partito appena due giorni prima. Questo viaggio non è stato solo fisico; è stato un viaggio dell’anima, grazie al quale ho conosciuto persone meravigliose che mi hanno aiutato a ritrovare gli stimoli, la forza e le idee, ma soprattutto a ricordare che anche le esistenze normali possono per qualcuno essere speciali. In realtà forse sono le persone che ho incontrato ad esserlo, non io.

Tutto è iniziato per caso, durante la permanenza a Lourdes ho raccontato ad un barelliere che mi chiedeva come trascorrevo le mie giornate della mia passione per il presepe. Gli ho fatto vedere delle foto e lui subito mi ha fatto notare che sarebbe potuto diventare il mio lavoro. Questo dialogo è avvenuto nei pressi della grotta e da lì un mondo si è aperto dinanzi o a me, un mondo di speranza e di luce.

Ho capito allora che ce la potevo ancora fare: a lavorare, a rendermi utile, a generare passione tramite la passione, a creare, a VIVERE.
Vorrei perciò ringraziare l’ AMAMI!

Grazie per avermi aiutato, grazie per avermi donato ancora la speranza, grazie per avermi dimostrato che anche nel buio c’è sempre un po’ di luce, grazie per avermi dato modo attraverso la natività che mi ha commissionato di ricordare a me stesso e a tutti che Cristo non è mai morto, se rinasce ogni minuto nel cuore di chi ama il prossimo.

Il minimo che io possa fare è devolvere metà del ricavato dei miei presepi a favore degli ammalati e di tutti quelli che-come me prima di questo meraviglioso incontro trascinavano le proprie giornate senza speranza.

La speranza c’è, si chiama AMAMI, si chiama AMORE, si chiama ALTRUISMO. Il mondo non finirà mai fino a quando ci sarà lo spazio per i buoni sentimenti.

Grazie di cuore.
Angelo

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