Lina

Si è appena concluso il mio primo pellegrinaggio a Lourdes e nel silenzio dello scompartimento rielaboro
l’esperienza appena vissuta. Difficile esprimere la miriade di emozioni;sensazioni e sentimenti che
travolgono l’interiorità di tutti. Io provo a descrivere quella di un ammalato quale sono.
Non nascondo che appena giunta nella città dell’amore ho avuto non poche riluttanze a vivere questo mio
ruolo. Mi infastidiva sedere in carrozzella e farmi trasportare dai giovani volontari,volevo sforzarmi di fare
da sola. Poi, pian piano guardando quei giovani affabili,disponibili,pronti sempre a sorriderti mi sono resa
conto di quanto fossi egoista, di quanto mi fossi chiusa ad un mondo meraviglioso che è quello della
solidarietà. Ho finalmente realizzato che non accettando la mia malattia facevo del male a me stessa e a
tutta quella moltitudine di persone che non desidera altro che mettere in pratica il Vangelo amando il suo
prossimo.
Svuotando il mio io ho capito che dovevo imitarli: dovevo tirar fuori quell’umiltà che mi ostinavo a
seppellire. E quando questo muro è finalmente crollato mi sono lasciata andare all’abbraccio paterno che il
Signore mi stava donando attraverso i volontari dell’AMAMI ed è stato tutta gioia,allegria, riempimento,
dell’anima, consapevolezza che la vita è anche dolore che si trasforma in amore quando l’umiltà fa spazio
alla carità.
Ancora non so cosa accadrà tornando a casa, so solo che il mio primo desiderio è tornare a Lourdes in
compagnia della mia famiglia magari quest’altra volta nel ruolo della volontaria.
Grazie a voi tutti! Grazie AMAMI.

LINA

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