Testimonianza di una giovane ragazza (2016)

Testimonianza di una giovane ragazza (2016)

21 anni, capelli lunghi, molto lunghi, e ho il cancro

Ti sei mai immaginato con una testa pelata? Hai mai provato a guardarti in foto pensandoti senza capelli?
Quando hai 21 anni e hai il cancro, i tuoi capelli lunghi, molto lunghi, non possono essere il problema.
Quando hai 21 anni e hai il cancro, la tua più grande preoccupazione è la preoccupazione di chi ti ama.
Quando hai 21 anni e hai il cancro, non puoi permetterti di essere ‘ammalato’, non puoi permettere che la tua malattia uccida chi ami. Hai solo due scelte: vivere o morire. Essere ammalato non è compreso, e se ci pensi, alla fine, neppure scegli: vivi e basta.
È il terzo anno che vengo a Lourdes, le prime due volte come ‘pellegrino’, quest’anno qui come ‘ammalato’..e sembrerà assurdo, ma sono contenta di questo.
Sono passati due anni e il cancro l’ho vinto da tempo ormai, ma Lourdes per la prima volta mi ha regalato la mia malattia e la libertà di viverla e darle il peso che merita, finalmente.
Quando vai a Lourdes da ‘pellegrino’, vivi la magia che c’è nell’aria, senti le preghiere, quelle tue e degli altri, come fossero le stesse. Guardi gli ammalati e spero per loro che Dio li ‘salvi’. E quando torni, sei diverso e ti senti come ‘rinato’.
Quando vai a Lourdes come ‘ammalato’ è tutta un’altra storia che non si può spiegare e non si può capire. È che ti cambiano proprio gli occhi e, d’improvviso, la vita è un miracolo. Il Sole è un miracolo, la pioggia ancora di più; il rosso è un miracolo e anche il nero. Gli abbracci e le mani sono i miracoli più grandi; le parole, i silenzi, i sorrisi e le risate, le lacrime e ogni piccola cosa.
Non avevo mai pianto per il mio cancro, non avevo mai versato neppure una lacrima: mai.
In questi giorni, ho avuto paura di sedermi in carrozzina, paura di essere guardata dagli altri nella speranza che Dio mi salvasse. Poi ho vinto anche questa paura e, alle piscine, mi è scoppiato il cuore, come se per la prima volta potessi sentire davvero di vivere. E allora ho pianto.
Quando vieni a Lourdes come ‘ammalato’ è tutta un’altra storia che non si può spiegare e non si può capire, e quando torni, non ti senti rinato, ma VIVO.
E allora sento che è giusto condividere e dire Grazie.
Grazie a questo viaggio che è stato il viaggio della mia vita. Grazie ad Amami, a chi ne fa parte e a chi in parte, forse, non può capire, ma dona comunque se stesso agli altri, che poi è il senso di tutto.
Grazie agli occhi di chi ha sofferto, ai respiri affannosi, alle paure nascoste, ai sorrisi spontanei, alla musica insieme, agli abbracci immensi.
Una cosa sola so per certa: ‘RESISTERE’ Sempre, che come dice ‘il bianco che è in me’, resistere significa esistere due volte!

24 anni, capelli lunghi, molto lunghi, ancora più lunghi, ho avuto il cancro e se sono viva…’c’è una ragion’!

Storia di chi scrive perché non sa parlare.

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